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A cosa serve la letteratura? di Pietro Falzoni
Per secoli l'Uomo si è cimentato nella produzione poetica: da Omero a Virgilio, da Dante a Leopardi, molti dei grandi nomi della Storia si sono intrecciati a doppio filo con la letteratura. L'Italia, forse più di ogni altro stato, può vantare una tradizione letteraria varia e complessa, che spazia dall'epica al teatro, dall'idillio al sonetto, dalla materia sacra a quella profana. Tradizione che viene spiegata e studiata tutt'oggi nelle scuole italiane, ma fin troppo detestata dagli adolescenti, annoiati e dubbiosi sull'effettiva utilità di tale insegnamento. E come dar loro torto? A cosa serve la letteratura? Nel XXI secolo la scienza gioca un ruolo ormai predominante: è l'ascesa della fisica, dell'ingegneria, della genetica, con tutto quello che il futuro comporta. La Terra è già stata lacerata dall'esplosione delle bombe atomiche, la Luna macchiata da un'impronta umana, ogni nuova frontiera conquistata e quelle ancora da esplorare non sono mai state così vicine. Qual è il valore della poesia in questo mondo sempre più scientifico?  Forse, prima di determinarne l'utilità, occorre domandarsi cosa sia davvero quella letteratura di cui tutti parlano. Di essa si studiano i testi, gli autori, il significato ed il valore storico, con tutto ciò che ne consegue. Può dunque essere definita come l'arte dello scrivere? Apparentemente sì, ma è sufficiente rifarsi alla realtà per convincersi del contrario: se così fosse, infatti, anche il bugiardino delle medicine sarebbe degno d'essere studiato e ricordato. E allora resta da domandarsi che cosa renda un insieme di parole poesia: il sentimento, io credo. Attraverso un libro, uomini diversi, appartenenti a culture differenti, possono piangere per la morte di uno stesso personaggio, emozionarsi per la nascita di un amore inaspettato. Le storie che la letteratura racconta non sono pura materia astratta, ma vivono e si dibattono sotto i segni dell'inchiostro, entrano nel lettore come acqua limpida, sanandolo da tutto il male del mondo. La poesia risveglia quei sentimenti che fin troppe volte vengono messi a tacere, liberando in qualche modo l'individuo dalle centinaia di lacci e costrizioni che plasmano il quotidiano, rendendolo libero di essere semplicemente se stesso. Un libro non è per forza vero in assoluto: sussurra parole diverse a seconda di chi lo ascolta, di chi le prende come proprie, immaginando almeno per un po' di essere altrove. La scienza è il nuovo dio dell'umanità. Essa costruisce e distrugge, cura e uccide, modifica la realtà come solo l'onnipotenza degli dei un tempo osava fare. Di fronte a tale potere siamo tutti uguali, senza distinzioni sociali di genere, pensiero ed orientamento sessuale. La matematica è perfetta in ogni sua forma: è semplicemente vera. Ma l'Uomo non è vero, contiene in sé delle contraddizioni che un sistema scientifico non può ammettere. E a confronto con una verità assoluta, l'individuo perde la propria unicità, il prezioso diritto di sbagliare. La letteratura, invece, unisce tutti attorno ad un libro, permettendo a ciascuno di interpretare la realtà a proprio piacimento, a seconda di ciò che il proprio ego sente. Non sarà una storia, dunque, a fermare un proiettile o a salvare una vita, non sarà una storia a costruire i grattacieli né ad esplorare Marte. Non sarà una storia a soffiare la vita in un corpo morto, abbattendo le frontiere del divino. È questa la forza della letteratura: un'arte fragile, praticamente inutile. Ma forse è quanto ci permette di restare umani, nonostante tutto.Pietro Falzoni
Laura Magarini 16-12-2018 09:59:57
Articolo molto bello. Grazie. Si parte dal sogno, che se esiste è già buona cosa. Se il luccichio che cera non è stato accompagnato dalla iniziativa o dalla follia di metterlo in pratica, allora è inutile sognare.
Laura 08-12-2018 22:52:29
Grazie per la bella iniziativa
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