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Il treno dei Bambini
Il Treno dei Bambini di Viola Ardone- Ed. Einaudi Stile LiberoIl Treno dei bambini è un romanzo bello ma bello davvero. C’è tanto in questo libro, nella sua scrittura semplice e immediata, nel racconto che lascia attoniti davanti a una realtà poco nota (almeno per me lo era), nei bambini e nei personaggi che lo fanno vivere. Il romanzo è ambientato in una Napoli poverissima alla fine della seconda guerra mondiale dove Amerigo, il protagonista, si arrabatta insieme ai suoi amici per provare a portare a casa qualcosa da mangiare o che possa essere commerciato. Insieme ai bambini le figure di mamme e donne abbandonate al loro destino con l’unica necessità di provare a “tirare avanti” e di  dare un futuro ai figli. Sono donne dure, segnate dalla vita, che solo in rari momenti lasciano intravedere qualche spiraglio di affetto e di attenzione per ciò che i loro bambini vorrebbero. Non c’è tempo per sognare, bisogna sopravvivere. Ed ecco che Amerigo insieme ad altri suoi coetanei viene accompagnato dalla madre, un giorno, a prendere quel treno che, grazie al Partito Comunista, gli darà, per alcuni mesi, un’alternativa di vita. E’ un programma di solidarietà organizzato dal PCI che prevede l’accoglienza di bambini bisognosi presso famiglie dell’Emilia che se ne occuperanno facendo vivere loro situazioni diverse, permettendogli di essere bambini e di capire quali siano le loro predisposizioni. E quindi scuola, musica, affetto, feste e regali di compleanno, giochi…scarpe nuove. Ma il programma finisce, per alcuni è il momento di lasciare spazio ad altri e di tornare a casa. Ma qual è casa? Quando si sperimenta che un altro mondo è possibile è troppo difficile tornare alla vecchia realtà nonostante questo significhi rinunciare agli affetti primari. Il Treno dei Bambini è un romanzo di formazione, di presa di coscienza di sé, anche di egoismo se vogliamo. Ma è anche la scoperta che se un bambino ti prende per mano è molto difficile lasciarlo andare. 
Eugenio Mori 07-03-2020 11:24:45
40 anni che ci proviamo. foe la volta buona
Eugenio Mori 07-03-2020 11:24:37
40 anni che ci proviamo. foe la volta buona
Laura Magarini 16-12-2018 09:59:57
Articolo molto bello. Grazie. Si parte dal sogno, che se esiste è già buona cosa. Se il luccichio che cera non è stato accompagnato dalla iniziativa o dalla follia di metterlo in pratica, allora è inutile sognare.
Laura 08-12-2018 22:52:29
Grazie per la bella iniziativa
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